TEATRO DELL’ANTICA GRECIA E DELL’ANTICA ROMA IL TEATRO DEL RIME ANTICO: COMUNE E SPECIFICO

differenze teatro greco e romano

Gli edifici teatrali moderni, volenti o nolenti, ci riportano all’epoca dell’antichità, da dove hanno origine questi tipi di strutture. È innegabile che i teatri furono un’invenzione interamente greca, la loro popolarità a Roma venne da lì, ma bisogna notare che non fu una copia cieca da parte degli architetti romani.

Le differenze teatro greco e romano sono grandi.I teatri romani avevano diverse differenze fondamentali da quelli greci che li avevano preceduti. Secondo Vitruvio, i teatri romani e quelli greci avevano regole di costruzione diverse. Secondo l’autore antico, il piano del teatro (romano) stesso è fatto come segue: “Avendo delineato il centro principale, è necessario tracciare una linea circolare di dimensioni corrispondenti al perimetro della futura piazza inferiore, e inscrivere quattro triangoli equilateri in questo cerchio, toccando a intervalli uguali la sua linea estrema. Il lato di uno di questi triangoli più vicino alla scena definirà il confine del suo lato anteriore con una barra che taglia un segmento del cerchio; poi è necessario tracciare attraverso il centro una linea parallela a questa linea, che delimiterà la piattaforma del proscenio dallo spazio dell’orchestra. “Nei teatri greci”, scrive Vitruvio, “gli architetti non racchiudono quattro triangoli nel cerchio principale, ma tre quadrati, i cui angoli toccano la linea del cerchio; il lato di uno dei quadrati più vicino alla scena e che taglia un segmento del cerchio definisce questa caratteristica come il confine del proscenio. Parallelamente a questa direzione, si traccia una linea tangente alla parte estrema del cerchio, si segnano i punti centrali alle estremità del semicerchio. Mettendo un compasso sul punto di sinistra, si descrive un arco, partendo dall’intervallo risultante a sinistra del proscenio; e allo stesso modo, spostando il centro sul punto estremo di sinistra, si descrive un arco dall’intervallo destro al lato destro del proscenio. “Queste differenze sono dovute al fatto che i romani avevano bisogno di una piattaforma più ampia e di un’orchestra più stretta. Il fatto è che nel teatro romano tutti gli attori recitavano sul palco e l’orchestra era destinata ai posti per i senatori e i magistrati, mentre in Grecia gli attori tragici e comici recitavano i loro ruoli sul palco, il resto – sull’orchestra.

La differenza principale tra il teatro greco e quello romano è che il teatro romano era un edificio indipendente. Nella storia generale dell’arte, gli autori sostengono che il teatro romano era un edificio indipendente, e non era scavato nella roccia, come quello greco; la seconda caratteristica era la presenza di un edificio scenico, mentre nel teatro greco dell’epoca classica, un vero e proprio paesaggio si sviluppava dietro il palco. Così, lo spazio interno del teatro romano era chiuso, isolato; il teatro greco è organicamente connesso con la natura, il teatro romano è più una struttura di tipo urbano (Storia generale delle arti. Vol. 1. Arte del mondo antico). Il fatto che i teatri dei romani erano un edificio indipendente, lo vediamo dal lavoro di I. Koli. Il ricercatore scrive che i teatri romani erano di forma semicircolare e avevano un palco, e non erano aperti dalla parte anteriore direttamente nell’area circostante (Cole E. A Concise history of architectural styles). Il teatro romano utilizzava un sistema di gallerie a volta – sottostrutture. Erano usate come un foyer, che permetteva di svuotare e riempire rapidamente il teatro di spettatori. C’erano anche corridoi di evacuazione situati sotto i sedili degli spettatori. Gli antichi architetti greci, come quelli romani, quando costruivano i teatri avevano lo stesso compito: trasmettere i suoni dal palco al pubblico. Vitruvio scrive: “Per questo, gli antichi architetti, seguendo le orme della natura, costruivano i palcoscenici dei teatri sulla base della voce crescente e, per mezzo del canone matematico e della teoria della musica, cercavano di fare in modo che ogni voce che suonava dal palco arrivasse alle orecchie del pubblico in modo più distinto e più piacevole”.

Teatro Aspend. Aspendos (Turchia), II secolo. AD

È importante notare che c’erano teatri di legno sia in Grecia che a Roma. Possiamo trovare menzione di uno di loro in Plinio il Vecchio, cioè il teatro di legno romano del console nel 115 a.C. Marco Emilia Scavra. “Nella sua edilzia”, scrive Plinio il Vecchio, “Marco Scavra creò una struttura, la più grande di tutte che sia mai stata creata dalla mano dell’uomo, non solo a breve termine, ma addirittura calcolata per sempre. Era un teatro. Il suo palco era di tre parti in altezza, con 360 colonne – e questo in uno stato che non poteva sopportare sei colonne Hymetta senza la condanna di un cittadino eccezionale. La parte inferiore del palcoscenico era di marmo, quella centrale era di vetro (un tale lusso era inaudito anche dopo), quella superiore era fatta di tavole ricoperte d’oro. Le colonne inferiori erano, come abbiamo detto, trentotto piedi ciascuna” (Plinio il Vecchio. Scienze naturali. Dell’arte. / Tradotto da G. A. Taroyan). I teatri di legno non sono sopravvissuti fino ad oggi. C’era la pratica di costruire un teatro di pietra sul sito di uno di legno distrutto.

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